21/04/19


L'Associazione Nazionale della Polizia di Stato della Sezione di Bari e i gruppi territoriali di Bitritto e Triggiano desiderano augurare a tutti i Soci e loro familiari una serena Santa Pasqua.

Rapine portavalori, 5 in carcere


Rapine portavalori, 5 in carcere

Tutti pregiudicati. Sequestrate numerose armi e munizioni, giubbotti antiproiettile, passamontagna, guanti, dispositivi utilizzati per inibire le comunicazioni radio e telefoniche.

Assalto portavalori
Assalto portavalori - Credits © tgr
Sono 5 le ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Tribunale di Trani su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di cinque persone ritenute responsabili di associazione per delinquere aggravata. Avrebbero costituito un gruppo criminale dedito alla commissione di rapine ai danni di furgoni portavalori e ricettazione dei beni trafugati. Le cinque persone, Valentino Capocchiano, 31 anni, Giovanni Cianci, 62, Vincenzo Dipaola, 57, Giuseppe Fuoglio, 43 e Michele Saracino, 55 - tutte pregiudicate - erano già state sottoposte a fermo di polizia giudiziaria lo scorso 31 marzo. L'attività d'indagine è stata avviata a novembre del 2018 a seguito di una rapina avvenuta in autostrada, nei pressi di Canosa di Puglia, nel corso della quale i malviventi si erano impossessati di valori ed oggetti preziosi trasportati da un furgone portavalori. Rinvenute e sequestrate numerose armi con relativo munizionamento, giubbotti antiproiettile, passamontagna, guanti, dispositivi utilizzati per inibire le comunicazioni radio/telefoniche. Sequestrate anche numerose piante di marijuana custodite all'interno di un vivaio in disuso, in provincia di Foggia. Ad eseguire gli arresti, i poliziotti del Compartimento Polizia Stradale Puglia di Bari e delle Sottosezioni Autostradali di Bari sud e Trani, unitamente agli agenti del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.

14/04/19


L'Associazione Nazionale della Polizia di Stato della Sezione di Bari e dei gruppi territoriali di Bitritto e Triggiano augurano a tutti i Soci e Loro familiari Buone Feste delle Palme.

13/04/19

Carabiniere ucciso in una sparatoria nel Foggiano:.


       13 APRILE 2019



Carabiniere ucciso in una sparatoria nel Foggiano: arrestato un pregiudicato, aveva minacciato ritorsioni

La vittima è il maresciallo dell'Arma Vincenzo Carlo Di Gennaro, colpito mentre era all'interno dell'auto di servizio. Ferito un altro militare. Mattarella: "Cordoglio e profondo dolore"


Un carabiniere in servizio presso la stazione di Cagnano Varano, nel Foggiano, è rimasto ucciso durante un conflitto a fuoco avvenuto ad un posto di blocco nella piazza principale del paese. Il militare, Vincenzo Carlo Di Gennaro, maresciallo di 47 anni, era giunto in fin di vita all'ospedale, dove è deceduto. Per l'omicidio è stato arrestato Giuseppe Papantuono, pregiudicato 64enne. Nella sparatoria è rimasto ferito un altro militare, di 23 anni.

Maresciallo colpito mentre era in auto - I carabinieri erano intervenuti nella zona dopo la segnalazione di una lite in famiglia. Il pregiudicato si sarebbe avvicinato a piedi all'auto di servizio dei carabinieri sparando con una pistola calibro 9 verso i militari che erano nell'abitacolo, uccidendo il maresciallo e ferendo il suo collega.

Ipotesi ritorsione dopo una perquisizione - L'uomo arrestato, giorni fa, era stato sottoposto ad una perquisizione ed era stato trovato in possesso di droga. "Ve la farò pagare, vi sparo", avrebbe detto il pregiudicato minacciando i carabinieri. Possibile quindi una ritorsione come movente dell'azione omicida.

Cagnano Varano, l'arresto di Giuseppe Papantuono



Conte: "E' un giorno triste" - Un minuto di silenzio è stato chiesto dal premier Giuseppe Conte per la morte del maresciallo dei carabinieri durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico del Politecnico di Bari. "E' un giorno triste - ha detto Conte - perché poco fa nel mio Gargano il maresciallo Di Gennaro è stato ferito in servizio ed è caduto, e un altro carabiniere che era con lui è rimasto ferito".

Salvini: "L'assassino non esca più di galera" - "Una preghiera per Vincenzo, un pensiero alla sua famiglia e ai suoi colleghi, il mio impegno perché questo assassino non esca più di galera e perché le Forze dell'Ordine lavorino sempre più sicure, protette e rispettate". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, commentando quanto accaduto a Cagnano Varano.

Di Maio: "Un omicidio che tocca lo Stato, ci sarà una reazione" - "Durante un ordinario controllo, nella piazza principale di Cagnano Varano, un criminale ha estratto una pistola e ha sparato contro due nostri carabinieri. Uno di loro, un maresciallo, è deceduto; l'altro è rimasto ferito ed è in ospedale. Il mio cordoglio, la mia vicinanza alla famiglia e ai cari dei due militari. Questo omicidio non ha colpito solo due servitori dello Stato, ma l'intero Stato. Chi tocca un carabiniere tocca lo Stato, tocca ognuno di noi. Ora basta, ci sarà una reazione!". E' il commento su Facebook del vicepremier Luigi Di Maio.

Mattarella: "Cordoglio e profondo dolore" - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, generale Giovanni Nistri, un messaggio in cui esprime "profondo dolore" per "la notizia del tragico episodio di Cagnano Varano nel quale è rimasto ucciso il maresciallo maggiore Vincenzo Carlo Di Gennaro e ferito il carabiniere Pasquale Casertano". "In questa dolorosa circostanza desidero esprimere la mia solidale vicinanza. La prego di far pervenire ai familiari del maresciallo Maggiore di Gennaro le espressioni della mia commossa partecipazione al loro cordoglio e al militare ferito un augurio di pronto ristabilimento", ha detto il capo dello Stato.

Carabiniere ucciso in una sparatoria nel Foggiano



Il comando dei carabinieri: "Una vita umana vale il mondo intero" - "Una vita umana vale il mondo intero. E così il maresciallo maggiore Vincenzo Carlo Di Gennaro, morendo in servizio nella piazza di Cagnano Varano, il paese dove lavorava presso la locale Stazione Carabinieri, è un mondo che scompare". Così il Comando Generale dell'Arma su Facebook ricorda il maresciallo ucciso. "Lo ha ucciso un uomo con precedenti penali, che ha estratto una pistola in occasione di un controllo e ha sparato ferendo anche un altro carabiniere, al quale vanno i nostri auguri di pronta guarigione", aggiunge.

Lo shock in paese: "Era una bravissima persona" - "Brava persona, bravissima persona". Ecco come viene descritto il maresciallo dei carabinieri Di Gennaro. "Era una persona rispettata da tutti in paese", dicono i tanti cittadini ancora increduli per l'accaduto. "Lo conoscevo bene perché veniva spesso ad acquistare nella mia ferramenta materiale elettrico per la caserma", ha raccontato il signor Giuseppe che ha un'attività commerciale a poche decine di metri dal luogo della tragedia. "Conosciamo bene anche il fermato - ha aggiunto - in paese è chiamato 'chiacchiared' perché lui e la sua famiglia avevano la chiacchiera facile".

I colleghi: "Aveva deciso di sposarsi" - Il maresciallo ucciso era vicecomandante della stazione carabinieri di Cagnano Varano, in sevizio dal 2013. Aveva già da qualche tempo una relazione sentimentale con una donna di San Severo, con la quale stava decidendo la data delle nozze. I colleghi lo ricordano come "la bontà fatta persona". Era impegnato anche nel mondo del volontariato, e, raccontano, era molto devoto a San Pio da Pietrelcina.

10/04/19

La Polizia festeggia i suoi 167 anni.

La Polizia festeggia i suoi 167 anni. A Bari le celebrazioni nella città vecchia.



La cerimonia in piazza Odegitria. Il Questore Bisogno: «Inflessibili con chi delinque, vicini alla gente che ha bisogno di risposte».

A CURA DI RICCARDO RESTA
La Polizia di Stato celebra l'anniversario numero 167 dalla sua fondazione, con cerimonie organizzate da tutte le questure d'Italia.
A Bari la manifestazione si è svolta questa mattina in piazza Odegitria, nei pressi della cattedrale, alla presenza delle autorità istituzionali, civili, militari e religiose, del personale della Questura e degli uffici delle specialità, dell'Associazione Nazionale della Polizia di Stato, nonché dei familiari delle vittime del terrorismo, della criminalità organizzata e del dovere.


Prima dell'inizio della cerimonia, il Prefetto Marilisa Magno e il Questore Giuseppe Bisogno, alla presenza delle rappresentanze dell'Associazione Nazionale Polizia di Stato e dei familiari delle vittime, hanno reso gli onori ai caduti della Polizia di Stato con la deposizione di una corona d'alloro nei pressi del cippo commemorativo situato nel centro polifunzionale della Polizia di Stato.
A conclusione delle celebrazioni la consegna di medaglie, encomi e onorificenze agli agenti distintisi per azioni meritorie nella sala conferenze della cattedrale. Nel piazzale, invece, durante tutto lo svolgimento della celebrazione l'esposizione dei mezzi e degli equipaggi delle varie specialità della Polizia di Stato.

«Una cerimonia non formale, un momento per sentirci vicini alle nostre comunità - dice il neo questore di Bari Giuseppe Bisogno. Dobbiamo essere sempre più severi con i delinquenti e sempre più vicini alla gente chi ha bisogno di risposte alla paura e alle insicurezze. Questo il significato della festa, oltre a un modo per rinsaldare il nostro spirito di corpo. In nostro è un lavoro difficile, quindi serve un momento di unità profonda».




Festa polizia
Festa polizia
Festa polizia
Festa polizia
Festa polizia
Festa polizia
Festa polizia
Festa polizia
Festa polizia

















Pur astenendosi dal fare bilanci, dato il recentissimo arrivo a Bari, il questore Bisogno commenta così i dati che parlano di un calo della criminalità negli ultimi tre mesi nelle province di Bari e Bat: «Un buon segno, che spero venga percepito dalla gente - continua Bisogno. Non amo parlare di statistiche, che non dicono nulla a chi vive episodi di illegalità e inciviltà. Anche contro la maleducazione dobbiamo lavorare, facendo squadra come grande famiglia della Polizia per lavorare meglio insieme alle istituzioni dello Stato: il sindaco metropolitano e la magistratura. Mantenere alta l'armonia istituzionale, lo ritengo fondamentale».

Lo slogan di questa edizione della festa della polizia è #essercisempre: «Dobbiamo essere al servizio della gente - prosegue Bisogno. Non è retorica, ma è il significato del nostro essere. Non possiamo limitarci alla lotta al crimine ma abbiamo il dovere di intervenire a ogni segnalazione del cittadino, con un'attenzione particolare alle fasce deboli: minori e anziani hanno bisogno di noi», conclude il questore.


04/04/19

167° Anniversario della fondazione della Polizia di Stato.

di Nicola Servodio - 4 aprile 2019

Mercoledì 10 aprile si svolgerà la cerimonia celebrativa del 167° Anniversario della fondazione della Polizia di Stato.
Alle ore 08:30 presso il locale Polifunzionale della Polizia di Stato si svolgerà la resa degli “Onori ai Caduti” alla presenza del Sig. Prefetto e dei familiari delle Vittime del Dovere.
Alle successive ore 10:30 si svolgerà nella Sala Odegitria annessa alla Cattedrale di San Sabino la cerimonia istituzionale alla presenza della massime Autorità Civili e Militari.
Ad entrambe le cerimonie parteciperanno rappresentanze dell'Associazione Nazionale della Polizia di Stato.
Rivolgo a tutti i Soci il più caloroso invito ad intervenire ad entrambe le cerimonie, e a coloro che dispongono dell’abito sociale di indossarlo.

29/03/19

Rispetto e dignità sono i strumenti per un mondo migliore.


Rispetto e dignità sono i strumenti per un mondo migliore.

di Nicola Servodio - Consigliere A.N.P.S. Bari - 29 marzo 2019


Rispetto, dignità, umanità, libertà, sono tutti sostantivi di significato diverso ma tutti e quattro aventi un contenuto unico. Sostantivi che da molti vengono dimenticati.
Il rispetto è la forma massima e più squisita di civiltà che possa esistere tra noi esseri umani. Rispettare significa dimostrare la propria stima, essere ossequiosi verso qualcuno ed ha un significato ancor più bello se viene contraccambiato, ma purtroppo, ahimè è anche un termine che molto spesso viene dimenticato, calpestato, perché non si  ha la consapevolezza che nessuno merita di essere calpestato.
Il “rispetto della dignità umana” non vuol dire lusingare, lisciare, qualcuno solo per convenienza ma, anzi, deve essere il contrario, deve essere evidenziato nei momenti difficili, nei momenti di bisogno.
Il “rispetto della libertà umana” non è solo poter fare quello che si vuole ma ha anche l'obbligo di osservare e di rispettare le leggi e i regolamenti. Così rispettandoci, uno con l'altro, potremmo ottenere dei vantaggi da questo nostro “mondo sociale”.
Il rispetto, la dignità, l’umanità, la libertà oltre ad essere virtù essenziali in ognuno di noi devono anche essere anche pregi reciproci.
Queste "virtù" non sono mai meno a se stessi.