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23/05/23

ANPS BARI MAGGIO 2023- COMMEMORAZIONE STRAGE DI CAPACI E COSTITUZIONE NUOVA SEDE ANPS DI CASTELLANA GROTTE

 "La Repubblica seppe reagire con rigore e giustizia" svelando ciò che la mafia è davvero: "Un cancro per la comunità civile, una organizzazione di criminali per nulla invincibile, priva di qualunque onore e dignità". Con queste parole il Capo dello Stato Mattarella ha dato il via a una giornata di cerimonie ed eventi in ricordo delle vittime della strage di Capaci.

Anche la nostra Anps di Bari ha partecipato, con la presenza straordinaria del Presidente Nazionale Anps Michele Paternoster, al consueto appuntamento per celebrare la commemorazione del 31° anno della strage, unitamente alla comunità del Comune di Triggiano ed alle istituzioni religiose, civili e militari. L’occasione è stata resa ancor più celebrativa tenuto conto dell’ampliamento della sede Anps di Triggiano, intitolata proprio all’agente scelto della scorta di Falcone, Rocco Dicillo.

Questo è stato possibile grazie alla concessione di nuovi spazi donati dall’amministrazione comunale di Triggiano, emblema  dell’apprezzamento e gratitudine che la comunità locale manifesta ormai da anni alla nostra associazione, la quale continua a perseguire nel tempo la mission istituzionale della Polizia di Stato, anche in quiescenza, professando valori del rispetto delle istituzioni democratiche, della giustizia contro ogni forma di sopruso, illegalità e criminalità, di cui la mafia si alimenta.

Il Signor Questore della provincia di Bari dott. Signer, ha inaugurato unitamente al sindaco di Triggiano la rinnovata sede, scoprendone la targa affissa all’ingresso, alla costante presenza del nostro Presidente Nazionale, del direttivo e della componente di volontari, il tutto accompagnato dallo sguardo orgoglioso del nostro sempre attivo responsabile Gaetano Nicolai. 






La giornata è proseguita con altri appuntamenti celebrativi per la commemorazione della strage di Capaci, con la funzione religiosa presso la chiesa matrice. Successivamente, la deposizione della corona sotto la targa intitolata al triggianese Rocco Dicillo, momento più toccante poiché accompagnato dalle note de “il silenzio” alla memoria dei caduti e significativo per le parole pronunciate nei discorsi del Questore e del Sindaco, quale testimonianza e monito alle scolaresche presenti all’evento, che vi hanno aderito con cartelloni e bandiere contro la mafia, onorandone l’alto tributo degli uomini delle istituzioni dello Stato, sacrificatesi nella lotta e nel contrasto ad essa per salvaguardare la legalità e la democrazia del Paese.

Questi momenti, seppur densi di amarezza sono rivolti alle generazioni presenti e future quale testimonianza consapevole che le idee di giustizia e legalità continuano a camminare sulle nostre gambe, che le persone passano mentre le idee restano, rafforzando la consapevolezza che la mafia è un nemico da sconfiggere assieme, con tenacia e volontà, cultura e dedizione, impegno e sacrificio.

Sulla scia di questo nostro pensiero, mi pregio dell’onore di aver dato vita alla creazione di un nostro nuovo presidio di legalità sul territorio, la sezione Anps nella città di Castellana Grotte, nominando il Vice Sovrintendente della Polizia di Stato Vito Rotolo, in servizio attivo alla Sezione della Polizia Stradale della stessa città. Abbiamo deciso di intitolarla alla memoria del compianto collega della stradale Francesco Ciquera che nel 2008 perse la vita per salvare quella del collega di pattuglia in un incidente stradale, venendo insignito della medaglia d’oro al valor civile con promozione per merito straordinario alla memoria.



Il tutto è stato accompagnato dalle note dell’inno d’Italia cantato dai presenti e dalla cittadinanza che ha partecipato con la presenza del Sindaco, dell’assessore e del responsabile dell’associazione Sotto Sopra, il quale ha donato in concessione gratuita, la sede dell’associazione. 

La benedizione della sezione Anps di Castellana Grotte da parte di Don Antonio, ha seguito il momento solenne del taglio del nastro e contestuale consegna della targa dedicata al compianto collega dal parte del Presidente Nazionale Paternoster alla mamma del caduto.


Intitolare la sede Anps di Castellana Grotte alla memoria del collega Ciquera sigilla il reciproco apprezzamento di riconoscenza e gratitudine, valore portante della nostra associazione nel dare continuità all’attività dei Poliziotti che, credendo nei medesimi valori, hanno pagato con la vita il prezzo più alto.




Il vostro presidente 

Francesco MATARANGOLO

10/02/21

A.N.P.S. Bari e Componente Volontari Protezione Civile uniti e presenti alla manifestazione di commemorazione di Giovanni Palatucci, ultimo Questore di Fiume

   


Questa mattina, presso il Giardino Storico Isabella D’Aragona, la Polizia di Stato, in collaborazione con il Comune di Bari, alla presenza del Prefetto, del Questore, del Vice Sindaco di Bari e delle principali Autorità religiose, civili e militari, ha proceduto alla piantumazione di un leccio con targa di intitolazione benedetta da Monsignor Giuseppe Satriano - Vescovo dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, alla memoria di Giovanni Palatucci, ultimo Questore di Fiume, Medaglia d’oro al Merito Civile, riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” per aver salvato dal genocidio migliaia di ebrei.

    Anche l'A.N.P.S. sezione di Bari e la sua componente di Volontariato della Protezione Civile, ha dimostrato tutta la sua vicinanza e solidarietà presenziando tutte le fasi della commemorazione alla memoria di Giovanni Palatucci.


    Ritenendo imprescindibile il dovere che abbiamo nei confronti della società, vogliamo ricordare in quanto associazione che opera al servizio della collettività nei più nobili valori di fratellanza e coesione sociale, vogliamo ricordare:

Giovanni Palatucci

Un poliziotto, un commissario, ma soprattutto un uomo. E' Giovanni Palatucci l'ultimo questore di Fiume, morto a 36 anni per mantenere fede ai suoi ideali.

 L'emanazione delle leggi razziali antisemitiche (luglio-novembre 1938) lo vide decisamente schierato in favore dei cittadini ebrei, ma anche di tutti coloro che, in fuga da altre nazioni occupate dalle armi tedesche, transitavano per il confine istriano.

 Nel marzo 1939 sottrasse alla cattura della Gestapo 800 ebrei tedeschi, in fuga dalla Germania nazista a bordo di un vapore greco.

 Il suo incarico di direttore dell'ufficio stranieri gli permise di trovare vari stratagemmi per mandare i perseguitati all'estero, verso i paesi liberi o nel campo di raccolta di Campagna (Salerno), dove era vescovo suo zio Mons. Giuseppe Maria Palatucci.

La sua opera di salvataggio si intensificò all'indomani dell'8 settembre 1943, quando Fiume, assieme alla Venezia Giulia ed all'intera area istriana, venne annessa al Terzo Reich mediante una violenta occupazione militare.

 Nel febbraio del 1944 Palatucci divenne questore reggente di Fiume e garante istituzionale dell'Italia in quella zona. La "sua" questura, con i suoi trecento uomini disarmati, divenne un riferimento di umanità e di salvezza per tutti i cittadini, senza distinzione alcuna, e in particolare per i perseguitati ebrei.

 Palatucci distrusse tutto il materiale documentario riguardante gli ebrei e giacente presso i vari uffici della questura. Ingiunse all'Ufficio anagrafico del Comune di Fiume di non rilasciare alcun documento riguardante cittadini ebrei senza aver prima informato della cosa le autorità Repubblicane. Rifiutò fino all'ultimo di mettersi in salvo anche quando, nonostante i ripetuti inviti del Console svizzero a Trieste si separò - mettendola al sicuro - dalla donna che avrebbe voluto sposare, una ebrea slava.

 Oltre 5.000 furono gli ebrei e i perseguitati antifascisti salvati in quei sei anni.

 fonte: https://www.poliziadistato.it/articolo/palatucci--salvo-migliaia-di-ebrei.

 

  UN ABBRACCIO FRATERNO

 FRANCO MATARANGOLO



28/01/18

INTITOLAZIONE POLIFUNZIONALE A ROSARIO BERARDI

Si è svolta lunedì 20 giugno 2017 a Bari l’intitolazione del Centro Polifunzionale al Maresciallo di Pubblica Sicurezza Rosario Berardi, Medaglia d’oro al merito civile alla memoria. Tra le autorità, era presente il Capo della Polizia Franco Gabrielli. Grande è stata l’emozione per la vedova Filomena Di Terlizzi nel rivivere il tragico 16 marzo 1978; quel giorno, il maresciallo Berardi fu assassinato dalle Brigate rosse, mentre attendeva il tram che l’avrebbe condotto al lavoro. La lapide scoperta dal Capo della Polizia ricorda il valoroso caduto della Polizia, nato proprio a Bari nel 1926 e caduto a Torino nei terribili anni di piombo. Alla manifestazione erano presenti oltre alla Sezione Anps di Bari con il suo Presidente Francesco Matarangolo, le delegazione di Monopoli con Bucci Antonio, di Mola di Bari con Nicola Tanzi e altri rappresentanti regionali ANPS.




                                                  IL PRESIDENTE Francesco Matarangolo